


Colli di bottiglia, rimedio n.8
A volte basta premere il pulsante errato
Perché dovrei leggere questa scheda?
1
Per blindare la tua azienda agli attacchi informatici esterni
2
Per proteggere il suo patrimonio di dati
3
Per comprendere che quelli informatici non sono costi ma investimenti.
4
Per evitare costose soluzioni di ripiego in momenti di urgenza.
Tempo di lettura: 5 minuti

Difficoltà di implementazione:
Medio/Bassa:
Investimento richiesto:
Medio/Basso
È un’attività che non richiede cospicui investimenti ma che evita brutte sorprese


Meglio poco
ma accessibile
Se è vero che le grandi imprese di solito hanno più dati a disposizione, le più piccole hanno reti meno sicure, mancanza di tempo, budget, consapevolezza ed esperienza nel rispettare le regole della sicurezza.
Una vera pacchia per un hacker.
Mi spiego meglio
Se tu fossi un ladruncolo, attaccheresti una banca super sorvegliata e sicura oppure andresti a ripulire le cassette dell’elemosina in chiesa?
Certo, gli importi sono completamente differenti, ma vogliamo mettere la semplicità di portarsi via qualche euro in chiesa, moltiplicato per il numero di volte che puoi farlo, praticamente indisturbati?


Parliamoci chiaro
Una cosa è il cinema, dove già da decenni ormai si girano film con il genio di turno che riesce a entrare nei sistemi informatici di chissà quale rilevante Ente governativo.
Altra cosa è la realtà, dove il 61% degli attacchi non avviene verso i grandi, ma verso le PMI; il 50% delle quali ha subito un attacco solo negli ultimi 12 mesi.
Basta poco, e la via più frequente è la posta elettronica.
Ti arriva una mail apparentemente da qualche mittente che ben conosci, la tua banca o assicurazione, le Poste, un gestore energetico o telefonico, chiunque altro con cui hai rapporti.
In realtà è stata solo copiata, nella sua forma e tratti distintivi, e chi te la invia la usa come cavallo di Troia, per accedere indisturbatamente nei tuoi sistemi, sfruttando la fiducia che riponi verso quello che pensi essere il reale mittente.
Ma non lo è.


Phishing
Questa attività fraudolenta, a volte ti sottrae “soltanto” (si fa per dire) le credenziali per accedere a qualche tuo servizio, che se si tratta di home banking non è certo uno scherzo.
Nelle soluzioni più pericolose, la pressione del link avvia sul tuo PC, senza che tu te ne accorga, un piccolo file eseguibile, un malware, in gergo, che può fare qualunque cosa all’interno del tuo computer, della tua rete aziendale, dei tuoi sistemi di archiviazione: dal prelevare illecitamente i dati, qualunque dato, fino a rendere completamente inutilizzabili tutti i sistemi aziendali, finchè non paghi un riscatto.
Ma le possibilità sono moltissime
Ultimamente si stanno moltiplicando le truffe basate sulla sostituzione dell’IBAN in fattura.
Immagina di spedire al tuo cliente una mail con le istruzioni di pagamento o una fattura con le coordinate bancarie per effettuare un bonifico.
Immagina che qualche giorno prima, tu abbia cliccato un link, presente su una mail apparentemente affidabile, ma quella pressione non abbia prodotto nulla.


Basta poco
Quel malware consente al cyber criminale di intercettare le e-mail che invii e di sostituire le tue coordinate bancarie con le sue.
Il cliente riceve la mail dal tuo corretto indirizzo, non sa che l’IBAN sia stato contraffatto, paga.
Ma i soldi non arrivano al tuo conto.
E questo è solo un esempio
Questo, come la crittografia di tutti i tuoi dati aziendali o altre mille diavolerie che un hacker può fare nella tua rete, divertendosi come un bimbo in un luna park, è qualche cosa che può partire da ogni PC aziendale.
Quindi, anchese tu ti senti di avere abbastanza furbizia da non poter cadere in trappole simili, ricordati che nella tua organizzazione ci sarà il fesso di turno che in un momento di distrazione cliccherà qualcosa di sbagliato.
Ma a rimetterci sarai sempre tu.


Oggi
È fondamentale un’accurata valutazione dei rischi, dotarsi di strumenti di protezione, ad esempio un firewall.
Formare i propri collaboratori, sensibilizzandoli ai rischi di una navigazione non sicura e del download di applicazioni o allegati provenienti da fonti non attendibili.
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GDPR... questo sconosciuto
Tanto per chiudere l’argomento, anche se il GDPR, tra noi piccoli imprenditori, è più una bestemmia che un regolamento serio, ti ricordo che questa normativa pone in capo, a noi titolari di azienda, tanti di quegli obblighi di raccolta e conservazione sicura dei dati sensibili dei nostri clienti, che scopri soltanto quando una mega multa ti punisce, per aver permesso a un attacco banale di entrare in possesso di quei dati sensibili, quelli che tu dovevi proteggere.
Uomo avvisato…

Se non sai da dove iniziare, sappi che è molto più semplice di quanto tu possa pensare.
Basta solo trovare qualcuno fidato che ti accompagni nella scelta e nell’introduzione di questi nuovi strumenti.

Tutti sanno che prevenire è meglio che curare
Pensaci adesso, ti eviterai anche multe salatissime
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