

Colli di bottiglia, rimedio n.1
Decisioni sensate necessitano dati oggettivi
Perchè dovrei leggere questa scheda?
1
Per non continuare a lanciare una monetina, quando prendo decisioni aziendali.
2
Per imparare dal passato lezioni per il futuro.
3
Per riuscire a usare efficacemente tanta informazione che non uso.
4
Per essere un imprenditore consapevole.
Tempo di lettura: 5 minuti

Difficoltà di implementazione:
Media:
Investimento richiesto:
Medio/Basso:
Dipende molto dalla soluzione adottata; può bastare un minimo canone mensile


Da qualche tempo ormai “Big data” è una di quelle espressioni che ti fa sentire figo, se la usi all’interno di una conversazione.
Meglio ancora se si usa la pronuncia statunitense “Big Deida”…
E sì, fa proprio figo.
Ok, ora però torniamo con i piedi per terra.
Ma mentre si parla tanto di Big Data, nella tua impresa si usano ancora i fogli di carta, al massimo un approccio elementare a Excel. O sbaglio? 😉
Partiamo dunque dalle basi.
Hai mai provato a guidare con gli occhi chiusi?
Quanti metri riesci a percorrere prima di causare un disastro?
Ti sembra una pazzia vero?
Eppure oggi, dentro molte piccole imprese, lo stile di conduzione è proprio questo: si va alla cieca.
Si prendono decisioni, si percorrono strade, sperando che vada tutto bene. Si utilizzano percezioni e pseudo-intuizioni soggettive, magari senza alcun fondamento (ma il boss ha sempre ragione!).
Si va a tentoni, appunto come chi è bendato.
Insomma incrociare le dita e sperare nella buona sorte non è proprio salutare per la tua azienda.

Aspetta te lo dico senza metafore:
Spero che, leggendo la frase sopra, un brivido abbia percorso la tua schiena.
Ma è inevitabilmente così.
E tutto questo rende il dato non più un qualcosa di accessorio, il cui uso è un optional, ma un pilastro strategico del business.
Necessario
È necessario farsi guidare dai numeri, avere un approccio basato sui dati, prendere decisioni informate, basate su fatti oggettivi e non su sensazioni personali.
Questa condizione, indispensabile per la vita di un’impresa, presuppone che si sia pensato e organizzato:
Un metodo di memorizzazione sistematica dei dati prodotti dall’attività di tutti i giorni.
e contemporaneamente
L’applicazione di tecniche o strumenti che, analizzando tali dati, offrano basi oggettive per le decisioni.


Cosa
non fare
Ricordo, tempo fa, un mio amico, titolare di una società di edilizia, che usava Excel per annotarsi su un file, riga per riga tutti gli interventi commissionati e svolti, su un altro tutti i preventivi proposti e su un terzo file tutti i cantieri di ristrutturazione lavorati.
Annotava - ma solo quando si ricordava di farlo - ogni informazione, ogni avanzamento di stato, colonna per colonna.
“Che bravo!” dirai.
Ma quando, già a metà anno, il file degli interventi era composto da oltre 400 righe e quello dei cantieri superava le 100 righe, andava nel pallone.
Non riusciva a sintetizzare tutti quei dati in indicatori utili a capire, a decidere, a reagire. E così partiva l’ansia.
Per non parlare di quando lasciava compilare questi file alla sua collaboratrice, che aveva un modo tutto suo e variabile di compilare le colonne, senza una standardizzazione che consentisse almeno il confronto dei casi.


Inutile
Insomma tutto questo lavoro, bello negli intenti, era totalmente inutile, perchè non consentiva all’imprenditore di avere delle evidenze immediate da cui far scaturire azioni consapevoli.
Per non fare come lui, hai bisogno di:
1
stabilire come e dove raccogliere i dati della tua attività di impresa
2
stabilire come elaborare e sintetizzare tutti questi dati per avere 4 indicatori che realmente ti supportino nelle decisioni.
Se non sai da dove iniziare, sappi che è molto più semplice di quanto tu possa pensare.
Basta solo trovare qualcuno fidato che ti accompagni nella scelta e nell’introduzione di questi nuovi strumenti.

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